Leonardo Motzo nasce a Bolotana il 14 settembre 1895 da Bachisio e da Dedola Giuseppa.
Come tutti i suoi coetanei Leonardo Motzo, che proveniva da una famiglia benestante di pastori-agricoltori, trascorse la sua infanzia interamente a Bolotana e al paese natale egli rimase sempre legato da forti vincoli familiari e parentali e dall’amore per la campagna. Come racconta egli stesso nell’opera sulla Brigata “Sassari”, terminato il ciclo delle Scuole primarie, adolescente poté recarsi a Sassari per frequentare le Scuole superiori, contrariamente ad altri suoi compagni di povera famiglia costretti, dall’età di otto anni, a fare i pastorelli. Frequentò il Liceo Azuni ma non conseguì la licenza liceale in quanto chiese di partire volontario per la guerra quando era in seconda liceo, ottenendo di frequentare il Corso per ufficiale di complemento. Avrebbe conseguito la Maturità classica nel 1918.
Nel capoluogo turritano s’iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza e poco dopo rientrò al fronte.
Arruolato inizialmente, come rileviamo dal Foglio Matricolare, nell’84° Reggimento Fanteria della Brigata “Venezia”, a partire dal 31 dicembre 1914 frequentò il corso di allievo ufficiale di complemento nell’Arma della Fanteria e conseguì il grado di Sottotenente. Nell’estate del 1915 divenne effettivo nel 46° Reggimento Fanteria della Brigata “Reggio”, che era di stanza in Sardegna, prestando il prescritto servizio di prima nomina presso il Deposito di Ozieri. Inquadrato nel 46° Rgt. F. raggiunse il fronte a metà agosto 1915 e il 3 ottobre successivo prestò il giuramento di fedeltà. Nello stesso Reggimento egli fu decorato con la prima Medaglia d’Argento al Valor Militare sul Monte Sief il 21 maggio 1916. Della Grande Guerra egli fu, tra i sardi, uno dei protagonisti indiscussi: dotato di grande ardimento e di coraggio, votato con convinta devozione alla causa del re e della patria, egli, scrive Manlio Brigaglia, «fu ferito tre volte e decorato quattro (due medaglie d’argento, a Monte Sief nel 1916 e sulla Bainsizza nel 1917, una di bronzo nella “fatale” giornata di Col del Rosso nel 1918, una croce di guerra al V. M.».
